domenica 6 dicembre 2015

Spectator #4: Downton Abbey, seconda stagione

Credo che Dicembre sia il mese dell'anno che in assoluto preferisco, e non solo per le feste e la magia natalizia. E' il mese in cui senza dubbio si concentra la stagione invernale, di cui non c'è proprio nulla che non mi piaccia․ Dai maglioni alle sciarpe, dal vino caldo al camino acceso․
A pensarci è assurdo che i momenti più attesi son quelli che poi arrivano da un momento all'altro, quasi senza che te ne accorgi․ Ricordo perfettamente come a inizio settembre premeditavo, stavolta, di gustarmi a pieno l'autunno, godermi ogni momento che avrei potuto ricercare, e lasciarmi condurre dolcemente verso l'inverno․ E adesso, di punto in bianco, abbiamo già vissuto la prima settimana di dicembre․

Nella mia casetta ho provveduto a spargere lucette un po' ovunque e l'albero troneggia nel suo angolino del salotto. La decorazione che mi piace di più al momento è una fila di luci bianche incastonate in piccoli fiori trasparenti, che ho sparso sul mobile della tv e che danno un'atmosfera calda e soffusa, che invita a passare la serata sul divano, col plaid, un tè caldo e speziato e godere di questo tepore quasi irripetibile in altri momenti dell'anno. Per un invito del genere non mi lascio certo pregare, ed il mese gratuito di Netflix rende tutto ancora più semplice: per cena serie tv in abbondanza. Ecco perché dopo aver parlato della mia prima esperienza con questa serie qui ho già concluso anche la seconda stagione di Downton Abbey, composta da 7 episodi di durata che varia dai 54 minuti a 1h e 57 (praticamente un film).


Se la prima stagione mi aveva entusiasmata, la seconda non è stata da meno: anzi. Ambientata tra il 1914 e il 1919, siamo in piena Prima Guerra Mondiale, un evento che non poteva lasciare niente e nessuno indifferente ed intaccato, neanche una famiglia altolocata e protetta come quella dei Crawley. La vita a Downton viene messa sottosopra soprattutto dalla mancanza di uomini, volontariamente o meno impegnati al fronte. Mancanza di personale e bisogno di sentirsi utili in un qualche modo sono i temi stavolta in primo piano․ 

Così vedremo i camerieri Thomas e William in guerra, insieme a Matthew Crawley; la combattiva Lady Sybil che, essendo donna e non potendosi arruolare, entra solertemente nella scuola per infermiere pur di poter fare qualcosa․ Ad un certo punto Downton viene momentaneamente trasformata in un centro di riabilitazione per i comandanti reduci di guerra․ 

Mr Lang, valletto che sostituisce momentaneamente Mr Bates, incarna il racconto dell'orrore – non sufficientemente ricordato, a mio parere – vissuto dai soldati che riportavano un shock post-traumatico da stress․ Su questo sfondo continuano ad alternarsi le vicende con cui lo spettatore ha preso confidenza nella stagione precedente: dunque abbiamo gli alti e bassi della relazione tra Matthew e Lady Mary, per cui lo spettatore deve penare fino all'ultima puntata per conoscere l'esito conclusivo․ 
Dobbiamo sorbirci Sir Richard Carlisle, un “self-made man” arrogante e pieno di sé che Lady Mary si è rassegnata a sposare․ Altra momentanea new entry è Lavinia Swire, giovane dolcissima nuova fidanzata di Matthew․


Sir Richard Carlisle
Mrs Lavinia Swire

Mr Lang


Questa seconda stagione permette allo spettatore di affezionarsi di più a Lady Mary, così come anche a Lady Edith: una volta messe da parte le sciocche gelosie si scopre il buon cuore di Edith, la sua gentilezza che saranno proprio le qualità che le permetteranno di avere finalmente qualche piccola e inaspettata bella sorpresa․ Tra i domestici, i riflettori vengono puntati su Mr Bates e la cameriera Anna, un'amicizia che si trasformerà in un sentimento tormentato dalle ombre proiettate sul futuro dal passato di lui․ Una storia “particolare” nascerà anche tra la sguattera di cucina Daisy e il cameriere William, mentre l'autista Tom Barrow corteggia con determinazione Lady Sybil․

Che dire, i motivi per cui questa serie mi sta appassionando si confermano quelli elencati nel mio articolo precedente, e se ne aggiungono degli altri: alcuni episodi portano ad affezionarsi terribilmente ai protagonisti․ L'anziana Lady Violet continua a strappar risate, Robert e Cora si dimostrano sempre di più due genitori che mettono le figlie al primo posto, dando loro sostegno ed amore incondizionato molto più di quanto ci si potrebbe aspettare da famiglie dell'epoca, che prima di tutto dovevano difendere il proprio nome e la propria reputazione․

E' una stagione intensa, che porta diversi momenti di commozione – tenete a portata di mano i kleenex, mi raccomando – sussulti, sorprese, momenti in cui mordersi la mano ed altri in cui tirare sospiri di sollievo․ Downton Abbey è una matriosca: una casa fitta di corridoi e di storie, una dentro l'altra. La telecamera li percorre, rincorrendo i domestici indaffarati, indugiando nei salotti, infiltrandosi nelle belle stanze da letto. In queste giornate corte e buie, ma così belle dentro una coperta morbida e calda, lasciarsi prendere dalle vicissitudini dei Crawley e lasciarsi trasportare dai loro accenti e dai loro modi così elegantemente british è un piacere impagabile – per gli occhi, per le orecchie, per l'umore.

Fatevi il vostro tè, prendete un biscotto digestive e buona visione.

Lady Sybil con un soldato

Matthew Crawley e un compagno
John Bates & Anna







2 commenti:

  1. Amo da impazzire questo telefilm! Durante i miei tentativi matti e disperati di studiare per l'esame d'inglese FCE mi sono divorata le prime due stagioni in lingua originale, che, diciamolo, rende tutto migliore! Ora ho visto che su Netflix sono presenti tutte le stagioni, e mi sa che la droga ricomincerà...

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    1. Sì, devi approfittarne :)
      ormai è un bel po' che tutti i telefilm li guardo in lingua originale; il doppiaggio cambia sempre molto l'atmosfera, e per le serie tv secondo me questo vale ancora di più. Alcuni personaggi perdono davvero tanto della loro personalità senza la voce originale dell'autore che lo interpreta, i primi che mi vengono in mente come esempi sono Sheldon Cooper di The Big Bang Theory e Jesse Pinkman di Breaking Bad. Nel caso di Downton Abbey, poi, l'inglese è non solo bellissimo di per sé, ma col doppiaggio si perdono anche tutti i diversi accenti dei personaggi, il che è un grande peccato secondo me!

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