giovedì 21 aprile 2016

Spectator #6: Sense8

Quella di cui vi parlo oggi è un'altra serie che molto probabilmente senza la spintarella di qualcuno dei cui gusti mi fido abbastanza non avrei guardato. Il consiglio è arrivato da mio fratello, un adolescente la cui vita si svolge ancora per lo più scoprendo bilioni di cose a me totalmente sconosciute grazie a quella scatola magica che chiamiamo computer. A parte un paio di serie dalle quali lui è totalmente preso e che io invece proprio non ho intenzione di iniziare - The Walking Dead e Game of Thrones - per il resto io e mio fratello abbiamo gusti molto simili, in fatto di telefilm. Quando mi ha parlato di Sense8 mi ha notevolmente incuriosito e in uno di quei giorni in cui ci si trascina di qua e di là senza meta gli ho dato una chance: l'ho finito in circa una settimana.


La serie scritta, creata e diretta dai fratelli Wachowskis e distribuita da Netflix - della cui qualità ormai non c'è più di che dubitare - conta ben otto protagonisti più una manciata di personaggi secondari che si rivelano interessanti quanto quelli principali. I fantastici otto vivono sparsi per il mondo e non avrebbero alcun motivo per entrare in contatto l'uno con l'altro, se non che ad un certo punto delle loro vite scoprono quello che potremmo definire un potere, una capacità speciale - anche se a me piace pensarla come una sensibilità. Gli otto personaggi, uomini e donne che in comune hanno solo l'età, si ritrovano improvvisamente collegati tra loro, legati da una telepatia che non coinvolge solo il pensiero, ma che è capace di far loro sentire sulla pelle ciò che sentono gli altri, di catapultarli in altri luoghi, di assorbire un talento altrui in grado di salvargli la vita.


Così un poliziotto di Chicago sente l'assordante musica che una giovane e talentuosa deejay islandese sta pompando in un locale di Londra; una dolce farmacista indiana pensa di doversi portare l'ombrello in un giorno assolato perché sente i tuoni di un temporale che scroscia su un corteo funebre a Berlino. Una tostissima donna coreana vede comparirsi davanti sulla sua scrivania d'ufficio un pollo che in realtà viene offerto come pagamento per un viaggio in autobus a Nairobi. Un attore messicano vive a sua insaputa le insidie ormonali del ciclo femminile ed un hacker transgender si ritrova catapultata in un incubo ad occhi aperti, dal quale solo i suoi nuovi alleati possono salvarla.

Sense8 mi è piaciuto da matti. Innanzi tutto per i personaggi, ognuno con una forte personalità e con una storia importante ma credibile alle spalle. Sono diametralmente opposti tra di loro, abbiamo la coreana Sun, che di giorno porta avanti l'impresa di famiglia senza prendersi alcun merito solo perché è una donna e di notte sfoga la propria rabbia sui ring facendo a pezzi anche gli avversari maschi che ovviamente la sottovalutano. C'è l'africano Capheus, la persona più sorridente ed ottimista di sempre che tutti vorremmo nella nostra vita per combattere i malumori. Capheus si prende teneramente cura della madre malata di aids e per campare guida un autobus che porta il nome del suo eroe: Jean-Claude Van Damme. Poi c'è la biondissima Riley, islandese trapiantata a Londra, che vive dentro le sue grandi cuffie e sta al mondo con quello sguardo perso e profondo tipico di chi non ha ancora digerito un grande dolore. A Chicago c'è Will, che con l'uniforme da poliziotto combatte le gang che l'uniforme l'hanno tolta a suo padre - Will che col padre non è mai andato poi così d'accordo e che nonostante sia cresciuto ancora non si libera del volto di una bambina che l'ha tormentato da piccolo. A Mumbai vive Kala, bellissima e dolcissima farmacista che in cima alle proprie necessità ha messo lo studio; ora che la laurea ed il lavoro sono stati conseguiti incombe su di lei un matrimonio indesiderato, e Kala si ritrova combattuta tra l'onestà con se stessa e la paura di deludere la propria famiglia. A Berlino invece c'è Wolfgang, ladro di professione in una terribile famiglia di ladri sanguinari; la vera famiglia di Wolfgang però in realtà è tutta nel suo migliore amico, l'unico ad essergli stato sempre accanto e ad averlo mai difeso. A San Francisco, insieme alla sua eccentrica compagna, vive Nomi, figlia "diversa" di una madre che non l'ha mai accettata, con un passato da attivista e hacker professionista che per necessità torna ad esserle utile. Infine a Mexico City abbiamo Lito, adorato attore di soap opera sudamericane che a causa delle proprie paure ha scelto di vivere una doppia vita.

Lo spettatore non potrà mai annoiarsi per l'ambientazione, che si sposta continuamente da un continente all'altro, regalandoci i colori di Mumbai, la polvere rossa di Nairobi, la storia di Berlino, le luci di Londra, i grattacieli di Seul e persino i paesaggi sconfinati dell'Islanda.

 

La trama, certo surreale ma mai eccessivamente, tiene incollati allo schermo. Ovviamente se ci sono al mondo delle persone speciali ci sarà chi per un motivo o per l'altro darà loro la caccia, e la lotta col cattivo di turno costituisce da circa metà in poi il plot principale; ma ciò che più mi ha affascinata è l'idea di base: il collegamento così intimo e profondo che può esistere tra esseri umani. In un'epoca di puro individualismo, di un egocentrismo che sconfina nell'ossessione del selfie, Sense8 distrugge la bolla protettiva di otto persone, otto persone che arrivano a capire di non essere più soltanto loro stesse. Condividere emotivamente e fisicamente la vita di altre persone - per di più sconosciute, lontane, così diverse - è un'esperienza forte, da far tremare la terra sotto i piedi, eppure è anche un'esperienza che dimostra quanta forza si possa guadagnare dall'andare oltre se stessi. Immaginare una connessione con altre creature viventi, di cui non so assolutamente nulla, è una fantasia a cui mi sono lasciata andare spessissimo. Il mondo è tanto vasto ed io ne conosco una percentuale irrisoria. Magari la mia migliore amica si trova in un piccolo paese del Brasile.


Sense8, per ogni sua componente, è una delle cose più interessanti che ho visto negli ultimi anni e la consiglio spassionatamente a chiunque. Avete otto storie da scoprire, una più avvincente dell'altra, tutte legate in un comune destino.

Fatemi sapere se avete già visto questa serie o se il mio post vi ha invogliato a farlo.
Un abbraccio, e a presto!

2 commenti:

  1. Ho visto il primo episodio di questa serie tv qualche tempo fa e mi ha colpita molto, anche se da allora non ho avuto un secondo per continuarla, essendo già sepolta dalle serie tv di mio. Non ho letto il post per paura di spoiler, ma se mi assicuri che non ce ne sono me lo mangio! XD O magari me lo vengo a leggere quando ho visto tutto.
    Comunque volevo farti sapere che ti ho nominata per il Liebster Award. Passa di qui, se ti interessa: https://thehatequeen.blogspot.it/2016/05/se-cera-una-cosa-che-non-mi-aspettavo.html
    Ciao! C:

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    1. Grazie infinite per il premio, appena posso risponderò con piacere :)
      Per quanto riguarda il post su Sense8 ti posso dire che io per prima odio a morte gli spoiler e sto sempre attenta a non farne. Certo ho raccontato qualche caratteristica della storia e dei personaggi perciò se vuoi la sorpresa completa magari torna a leggerlo dopo averla vista! Ma mi raccomando fallo perché è una serie strepitosa.

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