sabato 18 giugno 2016

Manga: Un marzo da leoni vol. 1 | Chica Umino

Honey & Clover
Chica Umino è lo pseudonimo con cui quest'artista giapponese, nata a Tokyo, si è firmata sin dagli esordi, senza mai rivelare il suo vero nome. Questo nome d'arte è ispirato al luogo preferito della mangaka, Umi no Chikaku no Yūenchi, un parco divertimenti situato sul mare. Chica Umino si è fatta conoscere dal grande pubblico con un'opera che ha appassionato anche moltissimi lettori italiani, ovvero Honey & Clover, che nel 2003 vinse il Kodansha Manga Award - e che, manco a dirlo, io voglio recuperare.

Il manga con cui la sto conoscendo io, però, è il suo secondo lavoro, edito da noi dalla Planet Manga e che conta attualmente 11 volumi - ma è ancora in corso anche in patria - e che nel 2011 è valso alla Umino una seconda vittoria del Kodansha Manga Award. Sto parlando di Un marzo da leoni.

E' la storia di Rei Kiriyama, un ragazzo riservato e sensibile che sin dalle medie è diventato un giocatore professionista di shogi, un gioco da tavola giapponese molto simile agli scacchi. Rei aveva cominciato a giocare per via del padre, che per lo shogi nutriva una grandissima passione, e quel tempo seduti davanti alla scacchiera era una delle poche occasioni che il piccolo Rei aveva per entrare davvero in contatto col padre, ed è per questo che inizia sin da piccolo ad impegnarsi e a studiare sodo le tecniche del gioco. La vita di Rei viene sconvolta quando, di ritorno da una gita scolastica, scopre che i suoi genitori e la sorellina sono morti in un tragico incidente; Rei si trova così abbandonato a se stesso, col rischio di finire in un istituto. A dargli una possibilità diversa è il migliore amico del padre, anche lui appassionatissimo giocatore di shogi, che decide di accoglierlo in casa e di sostenere il talento che ha già notato nel ragazzo. Questa nuova sistemazione, per quanto gradevole, provocherà comunque a Rei un forte disagio nei confronti dei due veri figli del patrigno, che dal padre vengono quasi messi da parte una volta scoperto che Rei, nello shogi, è molto più bravo di loro. Per questo, una volta diventato professionista e guadagnato abbastanza soldi da permetterselo, Rei cerca una casa in affitto dove andare a vivere da solo. Sceglie il Rione Giugno per via dei fiumi che lo percorrono, e che a guardarli calmano i suoi pensieri. La profonda solitudine in cui trascorre le sue giornate e la scarsa capacità che ha sempre avuto nei rapporti sociali, spingono Rei ad iscriversi alle superiori, nonostante avendo già una professione non fosse strettamente necessario. L'unico amico che riesce a farsi, però, è un professore... Per fortuna il caso gli fa fare la conoscenza di Akari Kawamoto, una ragazza più grande molto dolce e premurosa che, incontrandolo in un momento di difficoltà, lo porta a casa sua, nel Rione Marzo, dove vive col nonno e le due sorelle minori, Hina, che frequenta le scuole medie, e la piccola Momo, ancora all'asilo.

Da quel primo incontro, le sorelle Kawamoto iniziano ad invitare abitualmente Rei, soprattutto per i pasti che cucinano le sorelle maggiori con tanto amore e tanto impegno. Rei, che per istinto cerca sempre di defilarsi, alla fine non riesce mai a rifiutare i loro inviti così gentili, ed ogni volta che va da loro torna a casa con una piacevole sensazione di calore nella pancia. Nonostante l'allegria che movimenta la casetta delle Kawamoto, le ragazze hanno in comune con Rei il profondo dolore della perdita: anche loro, infatti, hanno perso la nonna e la mamma (del padre per il momento non si è detto nulla).

Il primo numero si sposta tra i flashback che ci raccontano la storia di Rei, ed il presente, che si divide tra i suoi impegni di lavoro, i momenti di studio, il tempo passato assieme alle tre sorelle e la vita quotidiana di queste ultime.
Altri personaggi di cui si fa già la conoscenza sono i colleghi ed i maestri di Rei, ed in particolar modo di un ragazzo contro cui Rei ha giocato sin da bambino, Harunobu Nikaidō, che si auto-dichiara eterno rivale e migliore amico di Rei (un personaggio davvero spassoso, lasciatevelo dire).

Il volume, così come anche i successivi, sono integrati da interessanti articoli di un vero giocatore professionista di shogi, che si è occupato di supervisionare e creare tutte le scene inerenti al gioco. Negli articoli, spesso a cavallo tra un capitolo e l'altro, non solo ci vengono spiegate le immagini appena viste nel capitolo precedente, ma tutto ciò che accade realmente in Giappone per quanto riguarda questo gioco tanto amato. 


Io sto adorando questo manga. Innanzi tutto mi piacciono moltissimo i disegni (l'unica pecca che potrei trovare è che forse c'è troppo nero, anche negli sfondi ad esempio, ma la cosa non mi disturba), il ritmo al quale si alternano il passato ed il presente e quindi la storia ci viene raccontata e soprattutto i personaggi. I personaggi sinora sono tutti molto interessanti, complessi e belli da scoprire. Di Rei mi piace la sua timidezza, la sua difficoltà e al tempo stesso la sua voglia di interagire con gli altri; il suo riserbo, il suo estremo bisogno di affetto che si accompagna alla sua abitudine a "fare da solo". Mi hanno toccato molto le immagini di lui bambino che si sente di troppo in quella casa di altri e che per non creare problemi decide di andarsene, nonostante questo significhi dover badare a se stesso in un'età in cui non si è pronti a farlo. Di questo primo volume mi è piaciuto tantissimo l'impatto iniziale con le tre sorelle: le prime pagine, dedicate interamente alla routine di Rei, sono vuote e silenziose come il suo appartamento spoglio; poi, appena arriva sulla soglia di casa Kawamoto, le vignette esplodono di parole e movimento, trasmettendo subito una bella sensazione di allegria. La piccola Momo è, come potrete immaginare, la mascotte della famiglia. Piccola, tonda e buffa, con gli occhioni e le guanciotte colorite. Akari, la maggiore, sembra subito una persona splendida: non solo si districa tra ben due lavori, ma si occupa della casa, cucina sempre prelibatezze per far felici le persone che ama e, manco a dirlo, si prende teneramente cura delle sorelle minori - tutto questo senza mai lamentarsi o chiedere qualcosa in cambio. Sin da subito, però, la mia preferita è stata senz'altro Hina: pur essendo anche lei ancora piccola (come ho detto, frequenta le scuole medie), dimostra già di essere una personcina molto forte e matura. Anche lei aiuta Akari in tutto quel che c'è da fare, e per la maggior parte del tempo sta dietro alla piccola Momo; non appena Rei entra nella loro cerchia familiare, Hina intuisce dal primo momento la profonda tristezza che il ragazzo si porta dentro e questo la spinge a cercare di far sempre piccoli gesti per farlo sentire meglio. Questo, nonostante anche lei per prima si porta dentro ferite insanabili.

A condire il tutto abbiamo i micioni delle sorelle, sempre attaccati alle gambe di qualcuno a chiedere disperatamente un po' di cibo.

Insomma, è una storia che mi sta coinvolgendo davvero molto e che non vedo l'ora di continuare.

E voi lo state leggendo o avete intenzione di iniziarlo? Fatemi sapere nei commenti!

1 commento:

  1. Qualche anno fa avevo cominciato a leggere "Honey & Clover" su scan e mi stava piacendo molto, era davvero divertente e molto dolce ma poi non l'ho finito. Questa serie l'ho sfogliata in fumetteria e mi tenta moltissimo ma ho ancora "a silent voice" da finire e dopo mi sentirei un po' in colpa, chissà, magari in futuro!

    RispondiElimina