venerdì 9 dicembre 2016

Brooklyn, Colm Tóibín

Eilis ha diciannove anni, è nata e cresciuta ad Enniscorthy, piccola cittadina dell'Irlanda - che è poi anche il luogo d'origine dell'autore - dove vive con la madre e la sorella maggiore Rose. Il padre è venuto a mancare quattro anni prima, mentre i tre fratelli maschi si son spostati in Inghilterra per lavorare. La madre percepisce solo una modesta pensione che basterebbe a stento a mantenere lei, perciò è Rose che, col suo lavoro da impiegata in ufficio, provvede alla loro sussistenza. Eilis è molto brava coi numeri, perciò sua sorella le ha pagato un corso di ragioneria nella speranza che anche lei, al più presto, possa trovare impiego in un ufficio. Purtroppo però la situazione ad Enniscorthy è tutt'altro che promettente: in paese non c'è nulla che possa offrire ad Eilis un futuro appagante, in realtà non c'è neanche uno straccio di lavoro qualunque ed il meglio che le viene offerto è dare una mano la domenica nella bottega della spocchiosa Miss Kelly. Tuttavia Eilis non pensa mai a tutto questo, prende la sua vita per quel che è, senza farsi problemi. Esce con le sue amiche di sempre, Nancy ed Annette, studia con impegno, aiuta sua madre e più di tutto ammira sua sorella: ormai trentenne e ancora nubile, bellissima nella sua aura sicura ed indipendente. La guarda entrare ed uscire di casa, impegnata tra il lavoro e le partite a golf coi suoi tanti amici. Se non ci fosse lei a riempire gli spazi ed i silenzi tutto sembrerebbe più vuoto e la mancanza di Jack - l'ultimo dei fratelli ad esser andato via - si sentirebbe ancora di più. Ed è sempre lei, Rose, che una sera rientra raccontando di aver incontrato un prete, padre Flood, tornato per un po' nella sua terra d'origine da Brooklyn, dove ormai si è stabilito da tanto tempo. Chiacchierando, il prete le aveva detto di aver conosciuto i suoi genitori molti anni prima e così Rose si era sentita libera di aprirsi, e gli aveva confidato la sua preoccupazione per la sorella minore, tanto piena di talento quanto privata di prospettive dalle circostanze. Padre Flood si era subito mostrato dispiaciuto per la situazione, e le aveva raccontato di come invece a Brooklyn una ragazza con le sue capacità avrebbe avuto l'imbarazzo della scelta e tutte le porte aperte. Le spiega che lui poteva aiutarle, poteva occuparsi di fornire tutti i documenti necessari, trovarle già prima del suo arrivo una sistemazione ed un'occupazione e ovviamente essere per lei un punto di sostegno per qualunque problema o difficoltà. Rose invita padre Flood per un tè a casa loro, di modo da poterne parlare assieme alla madre e ad Eilis.
Le cose vanno molto in fretta ed Eilis non ha neanche il tempo di dire la sua: lei che non aveva mai pensato a nulla del genere, lei che in realtà non vorrebbe affatto partire; lei che si sente impacciata in ogni contesto poco familiare, e che non capisce perché non sia invece Rose - la brillante ed affascinante Rose, così in gamba a gestire le cose della vita ed a trattare con gli estranei - a cogliere quell'opportunità improvvisa. Ma di fronte al comportamento della madre e della sorella, che danno per scontato che Eilis non possa rifiutare una proposta che non si sarebbe mai più ripetuta, non riesce a dire nulla di tutto questo e per non deluderle e per non rendere ancor più difficile quella separazione che la spaventava a morte, mette su un bel sorriso e partecipa ai preparativi come se non vedesse l'ora di sbarcare in America. E così, poco tempo dopo, inizia la sua nuova vita, tra la stanza in affitto in casa di Mrs Kehoe divisa con molte altre pensionanti, il lavoro da commessa in un emporio di immigrati italiani, Bartocci's, i corsi serali per prendere il diploma da contabile al Brooklyn College e poi le feste danzanti, il venerdì sera, nella canonica di padre Flood. Eilis, dopo un'iniziale e comprensibile forte nostalgia, imparerà ad adattarsi alla sua nuova quotidianità, fin quasi a dimenticarsi delle strade di Enniscorthy, concedendosi di pensare a casa soltanto quando legge le lettere della madre e della sorella. Un'imprevedibile plot twist, però, la costringerà a fare una visita in Irlanda, un lungo mese capace di mettere in dubbio la sua nuova ed ormai concreta realtà americana. Eilis si troverà divisa non soltanto tra due Paesi lontani e diversissimi, ma anche tra due persone e tra due possibilità di vita completamente diverse tra loro.

Ora, chi magari ha già letto diverse mie recensioni e si è abituato al mio modo di parlare dei libri che leggo, forse avrà notato che non esprimo mai un giudizio diretto ma che trasmetto il mio parere argomentando, analizzando i personaggio, commentando lo stile di scrittura, dando qualche dettaglio sulla storia o l'ambientazione, o l'epoca. Ecco, stavolta no, stavolta ve lo dico chiaro e tondo: questo romanzo è bellissimo, e lo scriverei anche grande come una casa se poi il post non apparisse strano esteticamente. Ripensando alle tante cose che potrei dirvi sulle pagine lette esplodo di entusiasmo e non so neanche da dove cominciare.
La storia in fondo è piuttosto semplice, scorre lineare e noi non facciamo altro che seguire passo passo la quotidianità di Eilis, ma proprio in questo si nasconde poi la forza delle emozioni che - se riesce ad empatizzare con la protagonista - il lettore si ritrova a provare. L'assoluta placida tranquillità di Enniscorthy, dapprima, un posto che sembra da sempre uguale e affatto intenzionato a cambiare; poi lo shock per l'imminente notizia di dover affrontare sette giorni di nave diretti verso l'ignoto. L'arrivo a Brooklyn, l'impatto con l'America, il doversi adattare a posti e persone nuove. Ho sentito assieme ad Eilis la profonda tristezza per la nostalgia di casa ed assieme a lei l'ho combattuta buttandomi sugli studi in vista del raggiungimento di un obiettivo tanto agognato; ho girato assieme a lei per le strade di questa Brooklyn multiforme, piena di irlandesi ebrei ed italiani e poi assieme a lei ho iniziato anche a lasciar andare qualche sorriso, a scoprire qualcosa di bello. E poi ho sofferto assieme a lei per il brusco ritorno a casa, assieme a lei mi sono sentita logorare dall'indecisione - tornare o restare? - e poi, assieme a lei, ho sentito il cuore alleggerirsi quando la scelta è stata chiara.
Di Brooklyn ho amato le ambientazioni, il forte contrasto tra un'Irlanda piuttosto povera e un'America che, anche quando periferica, appare moderna e piena di promesse, ma soprattutto mi ha conquistato l'atmosfera degli anni Cinquanta, con l'attenzione ai dettagli, l'eleganza nel vestire ed acconciarsi, una certa innocenza nelle persone che non impediva di aprirsi alle novità; le feste danzanti, come vengono chiamate nel romanzo, dove ragazzi e ragazze si scrutavano a distanza, sorridendo e abbassando gli occhi, con la segreta speranza che lui t'invitasse a ballare, che lei accettasse; le donne che iniziavano a non vedersi più solamente nei panni domestici, e che iniziavano a lavorare ed a studiare non sempre soltanto per necessità. La storia di Eilis mi ha coinvolta sotto tutti gli aspetti, nondimeno quelli sentimentali, di cui però non voglio rivelarvi nulla per non rovinarvi la lettura.
Per essere onesta, devo ammettere che parte del mio coinvolgimento è dovuto al fatto che mi sono rispecchiata tantissimo in Eilis. Non posso dire di aver fatto esperienze simili alle sue, proprio per niente, ma ho sentito il mio carattere molto simile al suo ed ho percepito che, trovandomi in quelle situazioni, avrei probabilmente agito come lei. Sentivo vicinissimo a me il suo modo di pensare ed i sentimenti che le scorrevano dentro. Eilis non è il tipo di persona che prende vere e proprie decisioni, si limita a prendere ciò che viene e trarne il meglio che può - un'atteggiamento che può sembrare codardia o mancanza di carattere ai più, ma che a volte invece io ammiro e trovo la miglior soluzione possibile alle difficoltà cui la vita ci sottopone.
L'altro fattore però che mi ha fatto amare tanto Brooklyn è tutto racchiuso nella bravura di Colm Tóibín: un autore che non conoscevo affatto e che mi ha fatto subito innamorare della sua prosa, delicata, discreta, elegante e comunque capace di affondare nella profondità delle cose, dei personaggi, dei luoghi. La penna di Tóibín ha un qualcosa di piacevolmente familiare, un calore che palpita tra le righe e fa venir voglia di continuare a leggere fino all'ultima pagina. Ciò che ha ricostruito in questo romanzo è talmente vivo che sembra avere dentro filmati di quegli anni, girati tra la moltitudine eterogenea della Brooklyn degli immigrati. Non mi stupisce che qualcuno abbia deciso di fare di questo libro un film, che io non ho ancora visto e dal quale adesso mi aspetto meraviglie (sperando con tutta me stessa di non incappare in una cocente delusione). Il mio vero problema adesso è che, essendomi innamorata a tal punto di questo scrittore, sono andata a cercarmi online altri suoi libri ed ho scoperto che non solo ce ne sono parecchi, ma hanno tutti trame interessantissime, quindi potete immaginare cosa sia accaduto alla mia già infinita wishlist.

E niente, cari lettori, spero che questa recensione vi sia piaciuta. Come al solito, fatemi sapere nei commenti se avete letto questo romanzo - altrimenti sbrigatevi a farlo! - oppure se avete visto il film, che io recupererò il prima possibile.



A presto!

12 commenti:

  1. Ho visto il film, ed è un gioiellino. Colori pastello, bello perché inaspettatamnete lieve. Poi c'è la Ronan, da me adoratissima - anche se in Espiazione, okay, l'ho odiata per il male che il suo personaggio ha fatto ai protagonisti. Anche il romanzo, grazie a te, finisce in lista. ;)

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    1. Che piacere trovarti tra le mie pagine :)
      Sono contenta che il libro sia finito nella tua wl, sono piuttosto sicura che non ti deluderà! Quanto al film, le tue parole mi rassicurano molto ^^ già dal trailer le impressioni erano ottime e la Ronan ci sta davvero benissimo nei panni di Eilis, devo dire. Staremo a vedere!

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  2. Ciao Julia, che bella recensione :-) La cosa positiva di quando vengo a leggere il tuo blog è che, oltre a trovare recensioni di libri che possiedo e ancora non leggo, mi rincuora sapere che non ho sbagliato a sceglierli tra le mille mila cose che le case editrici propongono a noi lettori... Per tornare al libro mi aveva attirato fin da subito la copertina e il fatto che avessi trovato un libro ambientato nell'America degli anni 50. Già ero curiosa di leggerlo, adesso comincio a programmarne la lettura a breve... Ci servirebbero giornate infinite per leggere tutto ;-)

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    1. Eh già, hai proprio ragione! Quanto mi fa piacere questo tuo commento, sono proprio contenta di invogliarti a leggere libri che già possiedi! Non so come sei messa tu, ma io di libri ancora da leggere ne ho tantissimi... Tra l'altro questo significa che abbiamo gusti simili, l'avevo notato leggendo le tue recensioni. Spero che Brooklyn possa piacerti quanto è piaciuto a me è non vedo l'ora di trovarne sul tuo blog la recensione ;)
      A presto!

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  3. ho visto il film senza aver letto il libro (non sapevo che fosse tratto da un romanzo): il film mi è piaciuto un sacco!

    Purtroppo odio leggere i libri dopo aver visto i film e quindi mi sa che non lo recupererò :(

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    1. Ciao Federica, bentrovata! ^^
      Ti capisco, anche io sono così e ho la fissa di leggere i romanzi prima di vedere i film; per fortuna questa volta ho saputo in tempo dell'esistenza del libro, sarebbe stato un peccato perdermelo e non scoprire quest'autore! Puoi sempre provare a leggere qualcos'altro di suo, se ti incuriosisce!

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  4. Che bella recensione. Sai che non conoscevo affatto questo romanzo? Da come lo hai descritto sembra veramente una bellissima storia, adesso mi toccherà aggiungerlo alla mia infinita wishlist :D

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    1. Ops, mi dispiace di aver contribuito ai danni! Però anche no perché è un libro bellissimo u.u

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  5. Ho visto il film ma, se devo essere onesta, non mi ha incantata come avevo sperato. Questa recensione così bella però mi invoglia comunque a leggere il libro.
    Si dice sempre che i libri sono più belli dei film, e di solito è così, quindi penso proprio che gli darò una possibilità :)

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    1. Non posso ancora fare paragoni tra libro e film, e non posso neanche - ovviamente - assicurare che tutti vengano conquistati come me dalla storia di Eilis... ma se gli darai una possibilità farai benissimo e spero tanto che ti piacerà!

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  6. Ciao :) Non conoscevo né il romanzo né il tuo blog e devo dire che ho fatto due piacevoli scoperte! Mi hai incuriosito tantissimo, lo aggiungo alla mia wishlist e mi aggiungo tra i tuoi follower :)
    A presto :)

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    1. Ciao, mi fa immenso piacere darti il benvenuto tra i miei lettori ^^ lieta anche di averti fatto scoprire un nuovo libro, mi auguro che lo leggerai presto e che non ne resterai delusa. A presto!

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