lunedì 8 gennaio 2018

Downton Abbey: un excursus su Lady Edith

Dunque, come avevo accennato nel post sulle serie tv preferite del 2017, negli ultimi mesi dell'anno sono finalmente riuscita a concludere la serie britannica dedicata all'aristocratica famiglia Crawley che ha appassionato moltissimi spettatori. Downton Abbey è un racconto denso, movimentato da un'infinità di personaggi ognuno con la sua storia personale, che in un modo o nell'altro si lega alle vicende di tutti gli altri. Ecco perché recensire anche soltanto una serie di Downton Abbey si rivela un compito sin troppo arduo, figuriamoci quando ti rendi conto di aver scritto solamente della prima e della seconda stagione, e che quindi per completare il lavoro dovresti parlare in un unico post di ben quattro stagioni! Sarebbe una cosa non soltanto impossibile, ma anche troppo prolissa e forse poco interessante. Perciò ho deciso di concentrarmi su un dettaglio del grande quadro che è Downton Abbey, ovvero il ritratto di uno dei tanti personaggi. Prima di addentrarmi nella materia che voglio trattare, ci tengo a dedicare due righe ad un paio di altri protagonisti che, tra tutti, ho particolarmente amato: trovo infatti che la storia di Anna e Mr. Bates sia tra le più riuscite e le più avvincenti, loro che sono i buoni per eccellenza e che si trovano ad affrontare di contro tante ombre, tanti momenti bui, difficili, di totale infelicità ed incertezza; il finale che li vede coronare il loro più grande sogno mi ha commossa non poco. E poi Mr. Barrow, che per la gran parte del tempo si fa odiare sfoderando una meschinità sempre crescente, fino a spaccarsi in due e mostrare infine il suo lato luminoso. La sua evoluzione personale è profonda, accurata, dimostra un lento percorso di accettazione personale, crescita e ricerca della felicità. Anche in questo caso, il modo in cui si risolve il suo destino mi ha lasciata con gli occhi umidi. Bene, a malincuore direi che dovrei fermarmi qui, altrimenti un personaggio tira l'altro e finirei col parlare di tutti quanti in un post talmente lungo che farebbe arrendere anche i più volenterosi.
Il personaggio sul quale ho deciso di concentrarmi, come dice il titolo, è Lady Edith, e prima di cominciare devo avvertire chi non avesse ancora visto Downton Abbey che inevitabilmente farò degli spoiler!

Lady Edith è la secondogenita della famiglia Crawley e sin dall'inizio viene presentata – e considerata persino dagli stessi genitori – come la meno "interessante" delle giovani Crawley. Edith non sembra dotata né del fascino seducente della maggiore Mary, che non lascia indifferente nessun giovane uomo varchi la soglia di Downton, né del temperamento forte e ribelle della minore Sybil. Edith resta quindi in sordina per le prime stagioni, facendosi notare solo per le gelosie ed i dispetti con la sorella Mary, sulla quale  – in quanto primogenita – sono anche concentrate tutte le attenzioni della famiglia riguardo il destino della tenuta. In Lady Edith tutto sembra di poco conto: l'aspetto, il carattere, e soprattutto le prospettive, visto che nonostante la giovane età venga quasi già considerata condannata a restare zitella, perché tutti coloro che la circondano dubitano che un uomo possa realmente interessarsi a lei. Lo spettatore è purtroppo portato a sua volta a considerarla in modo tiepido, ritenendola effettivamente meno interessante delle sorelle; eppure già in questa fase, io mi sono trovata a solidarizzare con lei, perché trovavo ingiusto l'atteggiamento fatalistico dei familiari nei suoi confronti. Anche se non le dicevano esplicitamente le loro idee in faccia, queste trapelavano da un'infinità di sorrisi e sguardi compassionevoli, e da qualche conversazione svolta a porte socchiuse. Edith non è affatto stupida, ed ha sempre percepito di avere una marcia indietro all'interno del suo ambiente, senza poi un particolare motivo: forse meno affascinante delle sue sorelle, è vero, ma Lady Edith non è certo una ragazza che possa considerarsi brutta, né tanto meno – come ho già detto – stupida. E allora perché tanta poca stima nei suoi confronti? Non ci è dato saperlo, ma credo che principalmente dipenda dal continuo paragone e dalla perpetua sottile competizione con la sorella maggiore Mary, che sembra sempre uscire vittoriosa dai loro piccoli o grandi scontri perché molto più superba, determinata e soprattutto sicura di sé. E come potrebbe essere altrimenti, viziata ed osannata com'è sempre stata da tutti quanti?

Lady Edith dovrà aspettare per sentirsi finalmente apprezzata fino in fondo da qualcuno, un uomo che sa vedere la bellezza che c'è in lei, ovvero Micheal Gregson, che ovviamente non andrà subito a genio ai Crawley, in particolar modo al padre di Edith. Micheal Gregson infatti non è esattamente il tipo di uomo che egli si auspica per la sua fanciulla: tanto per cominciare non appartiene al loro stesso ceto sociale, il suo mestiere è dirigere una moderna rivista londinese e poi è molto più grande di Edith, quasi un coetaneo di Lord Grantham. Edith porta pazienza, sicura che conoscendolo meglio suo padre imparerà ad apprezzare la bontà, la gentilezza ed il carattere di Mr. Gregson, cosa che effettivamente accade quando quest'ultimo riesce a smascherare uno sgradevole ospite che, organizzando partite a carte per i gentiluomini ospiti di Downton, stava dilapidando i portafogli di tutti barando abilmente. In questa occasione Mr. Gregson si riscatta agli occhi di Lord Grantham, il quale non avrà più nulla da obiettare contro l'uomo scelto dalla figlia. Peccato però che la felicità di Lady Edith non fosse minata soltanto dall'ostilità paterna, che in fondo si risolve piuttosto facilmente: Micheal Gregson è infatti prigioniero di una situazione personale complicata, dal momento che è legalmente sposato ma non ha alcun rapporto con la moglie, divenuta pazza molti anni prima. In Inghilterra il divorzio non era ancora contemplato, così Michael Gregson – tanto innamorato e tanto deciso a sposare Lady Edith – decide di spostarsi in Germania dove il divorzio era già legale, prendere la cittadinanza tedesca e riuscire finalmente a liberarsi di quel vincolo ormai senza significato. Lady Edith esprime le sue rimostranze, dovute soprattutto alla preoccupazione per la reputazione di Mr. Gregson: la Prima Guerra Mondiale è finita da pochissimo tempo, cosa avrebbero pensato i suoi connazionali inglesi della sua decisione di diventare cittadino tedesco? Mr. Gregson però non vede altre soluzioni per coronare la felicità di entrambi, e così, risoluto, parte per la Germania. Prima di separarsi i due passano la notte insieme, persuasi che non ci sia niente di male dal momento che ormai la prospettiva del loro matrimonio è cosa certa.

Ma la vita non è mai cosa certa né tanto meno semplice, e Michael Gregson non farà mai ritorno dalla Germania, lasciando Lady Edith prima in un lungo periodo di tormento poiché di lui non si hanno notizie e non si riesce a scoprire cosa ne sia stato di lui; e poi perché quando la verità giunge a Downton viene ovviamente confermato il peggio che poteva avvenire, ovvero che Mr. Gregson è stato trovato morto. Lady Edith si trova quindi ad affrontare il lutto dell'unica persona che l'avesse mai fatta sentire apprezzata ed amata, e come se non bastasse scopre che quell'unica innocente notte ha lasciato il suo frutto, e lei si trova quindi nella delicatissima posizione di avere in grembo il bambino dell'uomo che tanto ha amato, ma che è pur sempre un bambino concepito fuori dal matrimonio. Straziata dal dolore della perdita, straziata dal peso di una decisione: come comportarsi con quella gravidanza? Col frutto di un amore che tanto desidera, e di cui pure deve comportarsi come se se ne vergognasse, nascondendolo alla famiglia e cercando di volta in volta fallimentari soluzioni. Già, perché alla fine nascerà la piccola Marigold, che nonostante i tentativi di separarsene per risparmiare un disonore ai genitori ed alla famiglia, la bambina diventerà il centro della vita e soprattutto dei sentimenti di Lady Edith, che un passo alla volta sceglie di ribellarsi alle convenzioni e di dare importanza a ciò che veramente è importante, ovvero il fare da madre a sua figlia.


Lady Edith tira finalmente fuori un carattere ed una grinta che forse nessuno le riconosceva ed è il personaggio che – secondo me – meglio rispecchia l'evoluzione dei tempi verso la modernità e l'emancipazione femminile (ecco anche perché si è imposta come una dei preferiti): alla morte di Michael Gregson ha ereditato la sua rivista, per la quale sceglie come editrice una sua coetanea, donna come lei, acuta ed intelligente. Edith inizia ad uscire sempre di più nel vasto mondo, inizia a lasciarsi alle spalle le grandi ma soffocanti mura di Downton Abbey, un luogo che in fondo riconosce esser sempre appartenuto a Lady Mary. Lady Edith diventa praticamente una mamma single e lavoratrice, con tutti gli agi di una Lady, certo, ma con l'approccio ed una mentalità di una donna di oggi, che non sa che farsene di una cameriera personale e che si sente sempre più propensa a vivere libera da tante formalità e convenzioni che lasciano il tempo che trovano.
Il momento che forse l'ha fatta salire di più nella mia stima è arrivato nell'ultima stagione, quando avviene il litigio peggiore e più grave tra lei e la sorella Mary, causato ovviamente da quest'ultima e dalla sua incapacità di esser felice per la sorella che finalmente stava per ottenere qualche gioia nella vita. Lady Mary praticamente le spezza il futuro (che poi la situazione si risolva è un discorso a parte) e Lady Edith dapprima le getta in faccia tutto il veleno accumulato in una vita a sopportare i giochetti di Mary, ma poi è capace di perdonarla e di riconciliarsi con lei, con una motivazione che non potrebbe essere più matura, intelligente e profonda: Edith spiega a Mary che, che si piacciano o meno, loro due sono un fatto di sangue e di memoria e che quando un giorno tutte le persone che hanno amato e che hanno fatto parte della loro fanciullezza non ci saranno più, loro due saranno le uniche a custodire quei ricordi. Famiglia come memoria. Una sorella come unica custode degli stessi, insostituibili ricordi. Credo che questo sia stato uno dei momenti più belli dell'intera serie, dove le due sorelle son finalmente alla pari e dove nessuno potrebbe vedere in Lady Edith una donna poco interessante e un po' sfigata. Inoltre questo significato dato al valore della famiglia è tra i più belli che mi fosse mai capitato d'incontrare ed era un aspetto sul quale forse non avevo mai riflettuto in questo modo.

Insomma, anche io ci ho messo il mio tempo per imparare ad apprezzare a fondo il personaggio di Lady Edith, ma poco alla volta si è imposta come il mio personaggio preferito della serie per la grande evoluzione che compie nel corso delle sei stagioni. Se vogliamo continuare con il paragone con la sorella Mary, ecco, Lady Mary al confronto mi sembra un personaggio molto più statico: anche a Lady Mary accadono molte cose, anche lei supera dolori e si rimbocca le mani diventando una lavoratrice, eppure mi sembra di lasciarla nell'ultima puntata ancora una persona superba, arrogante e capace di gesti gratuitamente cattivi. Non la giudico male, perché anche Mary è capace di dolcezza e di buone azioni; dico solo che dall'inizio alla fine Mary rimane più o meno la stessa, al contrario di Lady Edith che esce dal suo bozzolo e fa a pezzi l'immagine di brutto anatraccolo, diventando una donna capace, intraprendente e molto coraggiosa. Mi è piaciuto molto anche che, a suo rischio e pericolo, abbia deciso di dire la verità su Marigold alla futura e severa suocera, la quale infatti premia la sua onestà. Onestà che dimostra come Lady Edith non sia più disposta a nascondersi o a mettere le convenzioni sociali davanti alla propria serenità, qualcosa che ancora oggi non tutti sono capaci di fare, figuriamoci nel 1925.

Per concludere, il finale di Downton Abbey è stato tra i finali di stagione che più ho apprezzato in assoluto, perché pur lasciando grandi spiragli aperti sul futuro di ognuno, nessuna piccola situazione è stata lasciata irrisolta, ed ha il sapore che spesso ha la vita vera: la felicità è possibile, ma spesso si accompagna ad un sapore dolceamaro, e per dei destini che hanno tutto da costruire, ce ne sono altri ormai giunti a compimento. Su Downton si spengono le luci con un misto di gioia e di malinconia, con la netta sensazione che è ormai il momento per le nuove generazioni di sostituire le precedenti, e questo necessario e giusto scorrere del tempo lascia lo spettatore con un entusiasmo per il futuro ed una grande nostalgia per il passato.







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