mercoledì 3 gennaio 2018

Ultimi bagliori del 2017 parte #2: serie tv belle

Ed eccomi qui, come anticipato e promesso, per stilare un breve (forse) riepilogo delle serie tv più belle che mi hanno allietato molte serate nel 2017.

Ovviamente lo spacciatore di fiducia è lui, il caro buon vecchio Netflix, senza il quale ormai molti di noi si sentirebbero totalmente perduti. Perché Netflix ha un catalogo di infinite possibilità, è un contenitore nel quale chiunque può trovare ciò che cerca. Netflix accoglie a schermo aperto lo spettatore colto e raffinato così come l'amante del più becero e basso intrattenimento. E sono sicura che senza di lui, che mi mette lì tante belle cose pronte per essere guardate, non avrei goduto di molte cose che ho visto.

A differenza dei libri, per quanto riguarda le serie tv mi sento perfettamente in grado di stilare una classifica, per la precisione una rapida top 5:

5. The Punisher. Sicuramente la più bella tra le tante serie Marvel viste quest'anno, l'unica a non avere neanche un personaggio dotato di poteri o speciali abilità; il protagonista è infatti Frank Castle, un ex soldato al quale è stata sterminata la famiglia (moglie e due figli), un tragico evento che segnerà l'inizio della sua nuova vita, quella in cui sarà conosciuto come The Punisher,  "Il Punitore". Difficile farvi capire in poche righe quanto questa serie a lui dedicata sia intensa, quanto sia ben costruita la trama, quanto i personaggi siano caratterizzati a tutto tondo: tanto gli amici, quanto i nemici di Frank Castle. La figura di Castle pone in maniera forte un quesito al quale è difficile rispondere: le vite che lui stronca senza pietà non sono certo vite da rimpiangere, eppure è giusto e accettabile farsi giustizia da sé alla sua maniera? Fiducia (o mancanza di essa) nelle istituzioni, amicizia, tradimento, lealtà - verso un amico o verso la patria, le spesso poco discusse conseguenze della guerra su un soldato tornato a casa (avete visto "American Sniper"?) , il lutto e l'amore che vive oltre la morte. Questi sono solo alcuni dei grandi temi trattati in Punisher, un titolo che vi consiglierei soprattutto se non vi siete mai approcciati alle serie della Marvel, perché questa - per serietà, profondità e scrittura - è sicuramente superiore a tutte le altre viste sinora. Unica nota di avvertenza, è che inevitabilmente c'è parecchia violenza; sconsigliata quindi se siete spettatori troppo sensibili o se non reggete alla vista del sangue.


4. Il quarto posto va a qualcosa di molto più leggero, la comedy più bella forse non solo del 2017 ma degli ultimi anni, della quale mi sono bevuta in un sol sorso tutte e tre le stagioni ed alla quale ho spesso pensato di dedicare un post, non riuscendoci poi mai - forse proprio per la preziosità di questo gioiellino, che non volevo profanare in una recensione che non avrebbe mai reso giustizia al perfetto equilibrio tra leggerezza, ironia e profonda verità infusa dai creatori Aziz Ansari ed Alan Young al loro Master of None. Ansari è anche il volto del protagonista, Dev Shah, indiano che di indiano ha soltanto il nome e la faccia, per il resto americano quanto ogni altro americano. Eppure quando si presenta ai provini - perché sì, Dev vorrebbe fare l'attore, anche se il sogno della recitazione è qualcosa di puramente casuale, ma questa è un'altra storia - gli chiedono se per favore potrebbe tirar fuori il suo accento indiano, nel modo che si addice ad un qualunque tassista o comparsa di origine indiana. Master of None combatte a colpi di intelligenza ed ironia il peso - e l'insensatezza - degli stereotipi, davanti ad una birra o una puntata di Sherlock assieme ai migliori amici di Dev, che sono un guazzabuglio di stereotipi: a partire da lui, l'indiano-americano, la sua amica Denise che è 1) una donna 2) di colore 3) lesbica ed il suo migliore amico Arnold che è grande, grosso, tenero, impacciato. Master of None parla anche dell'avere trent'anni e non avere ancora una direzione chiara nella propria vita, parla di relazioni umane, sia quelle d'amicizia che quelle sentimentali. Ed ecco, il modo in cui Master of None parla dell'amore è qualcosa di unico, forse l'aspetto che mi è piaciuto di più di tutta la serie, perché sembra suggerire l'idea che in una bella relazione debba esserci il divertimento, il vero e proprio giocare all'interno della coppia, e che quando il gioco vien meno non c'è buon sesso che tenga, il rapporto a poco a poco si sfalda. A quel punto si fanno i bagagli e si va alla ricerca di se stessi da qualche altra parte, il più lontano possibile. Nel caso di Dev - appassionato amante della pasta - si tratta del nostro Bel Paese, Modena per la precisione, dove impara a fare i tortellini e dove incontra Francesca, interpretata da una stupefacente Alessandra Mastronardi, la quale sfoggia un'invidiabile pronuncia inglese ed una recitazione all'altezza del ruolo - al contrario di un pessimo Riccardo Scamarcio, che fa tanto rimpiangere la presenza ad esempio di un Luca Argentero.
Io che di anni ne ho ventisei mi sono ritrovata tantissimo nelle situazioni raccontate da Master of None, che mi ha fatta ridere un sacco e commuovere altrettanto. Come la puntata interamente dedicata alla storia d'amicizia tra Dev e Denise ed al rapporto di quest'ultima col la propria identità e la propria famiglia (memorabile il momento in cui la madre e la zia, quand'era ancora bambina, le dicono che essendo una donna ed una donna di colore nella vita dovrà sgobbare il doppio degli altri per ottenere forse la metà, figuratevi come la pensano quando si dichiara anche lesbica), oppure quella in cui si riassume la convivenza con una ragazza adorabile, dagli iniziali splendori alle ultime catastrofi. Ragazzi, se ve lo siete perso Master of None è una delle cose più adorabili di sempre.


3. Podio per un altro vero gioiellino uscito quest'anno, ovvero Ann with an "E" - Chiamatemi Anna, il riadattamento di Anna dai capelli rossi, che chiunque conosce vuoi per i libri di Lucy M. Montgomery da cui è tratto o per il vecchio cartone animato. Per ulteriori informazioni o considerazioni vi rimando alla recensione dedicata, per il resto se non l'avete ancora fatto vi consiglio di bearvi con la meraviglia dei paesaggi e la musicalità del linguaggio di Anna, interpretata dalla talentuosissima Amybeth McNulty. Per parte mia, spero tanto che il 2018 ci porti la seconda stagione.

2. Secondo posto va di diritto a Downton Abbey, che molti di voi avranno già visto milioni di anni fa; io sono arrivata tardi e dopo aver visto una dietro l'altra tutte le puntate della prima e della seconda stagione mi sono fermata, riprendendola e finalmente concludendola solo di recente. Farvi una recensione di tre intere stagioni oltre che impossibile è forse anche poco sensato, tuttavia ho in mente un argomento in particolare che vorrei sviscerare in un post. Comunque sia, Downton Abbey è stupendo e mai noioso, nonostante la lunghezza delle puntate. Un racconto corale che non si perde ed appassiona, che ricalca da vicino i Cazalet della Howard, al quale senza dubbio il creatore Julian Fellows deve essersi ispirato per ideare la famiglia Crawley. Una serie che non può mancare nel repertorio degli amanti del gusto british, delle trame che si snodano nei ceti aristocratici, di epoche ormai tramontate - gli anni '20, in questo caso, delle saghe familiari. Stupendo, meraviglioso, bellissimo.

1. Primo posto meritatissimo dall'ultima cosa vista nel 2017, ovvero Black Mirror. Per la prima volta in vita mia mi sono buttata in un vero e proprio binge watching, finendo un'intera stagione in un'unica sessione. E' vero, le puntata per stagione son poche, ma sono solita non andare oltre le due di seguito; in questo caso ogni regola è stata dimenticata, un episodio tira l'altro nonostante ognuno di essi sia un tripudio di angoscia e sgomento. Il 29 dicembre è uscita la quarta stagione, che ho cominciato ieri, perciò di Black Mirror parlerò più nel dettaglio a visione conclusa.



Ce l'ho fatta, questa era la mia top 5 delle più belle serie tv viste nel 2017. Vi ricordo che nella sezione Spectator trovate tutte le mie recensioni dedicate a film e telefilm, dateci una sbirciata se siete curiosi sui titoli che non ho incluso in questa classifica. 

Fatemi sapere nei commenti se avete visto qualcuno di questi titoli e quali sono state le vostre serie preferite dell'anno appena conclusosi!





4 commenti:

  1. Ciao Julia! ^_^
    Downton Abbey è una serie bellissima! Ho avuto problemi con la quarta stagione ma dopo una pausa di qualche mese ho ripreso la serie e vista fino alla fine insieme al mio ragazzo :)

    Per quanto riguarda Ann with an E penso proprio che la guarderò!

    Black Mirror invece a me non piace :/ lo so che sono un pesce controcorrente perché è una serie osannata da tutti, ma ogni puntata (ne ho viste due o tre) mi incupisce molto. Avrei preferito vedere l'uso di tecnologie che aiutano davvero l'umanità in un modo più etico, piú concentrato sull'aiutare davvero le persone.. forse speravo che con l'evoluzione tecnologica seguisse anche un'evoluzione umana ^^

    Buona visione e buon weekend!

    In armonia,
    Lumina ☆~°◇

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    1. Per Black Mirror il punto è proprio quello, credo che l'intento fosse esasperare la realtà che già stiamo vivendo, per mostrare ed aprire gli occhi su dove ci porterà l'uso sbagliato della tecnologia. Perché la tecnologia è uno strumento eccezionale, ma in molti cadi la stiamo già usando per fare e farci del male. Se ne avessero mostrato un uso eticamente giusto e volto a migliorarci la vita (come in fondo dovrebbe essere) l'impatto della serie sarebbe stato molto meno forte e non avrebbe contenuto la forte critica di cui invece si fa portavoce. Detto ciò, non deve comunque per forza piacere a tutti: ha un'atmosfera molto claustrofobica ed angosciante ed è normale che non incontri i gusti di chiunque!

      Downton Abbey è molto lunga, credo che anche io se non avessi fatto delle pause ogni tanto avrei finito per farmela venire a noia! Per fortuna non è successo e me ne sono goduta ogni minuto. E se ti è piaciuta questa, credo proprio che anche Chiamatemi Anna ti darà delle soddisfazioni :)

      Un abbraccio!

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  2. Ciao Julia, in questo 2018 devo recuperare un po' di serie tv perchè ultimamente ho avuto pochissimo tempo. Appena riesco a respirare un po' di più ho assolutamente intenzione di guardare Downton Abbey! Black Mirror invece voglio iniziarla da un anno!! E alla fine oscillo sempre e rimango indecisa a causa del fatto che tutti dicono sia molto angosciante!!

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  3. Ciao Julia, le tue recap sulle serie tv mi riempiono sempre di gioia eterna, soprattutto perché abbiamo gusti molto simili, quindi ogni tuo consiglio viene diligentemente annotato nel mio taccuino cerebrale per prossime visioni. Prima di tutto, grazie per avermi chiarito le idee su Master of None. Ne sento sempre tessere le lodi, ma non ho mai capito né di cosa parla né se valesse effettivamente la pena vederlo. Ma dopo la tua descrizione ho capito che devo assolutamente vederlo. Ha tutto quello che potrebbe piacermi e, se lo consigli tu, vuol dire che deve essere un vero gioiellino! Stessa cosa per Dowton Abbey, solo che in questo caso è in wishlist da sempre ma credo che, dopo il tuo entusiastico parere, scalerà di non poco la classifica delle serie da vedere. Guarderò anche The Punisher, dato che sto seguendo tutte le serie Marvel/Netflix (inspiegabilmente, io mi annoio mortalmente quando si parla di supereroi, eppure Netflix è riuscita a fare il colpaccio anche con me). E poi, beh, che dire di Anne with an E? Come te l'ho amata profondamente e credo che tu abbia trovato il verbo giusto per descriverla: bearsi. Sì, è proprio così, guardarla è come stare a galla nell'acqua, con le orecchie sotto la superficie e gli occhi fissi sul cielo. Stupenda. E ti faccio anche i complimenti per aver guardato in una botta sola tutta la stagione di Black Mirror! Io ho bisogno di almeno un paio di giorni per digerire ogni puntata! Quindi tanta stima per te e il pelo che hai sullo stomaco! E ora, prima che questo commento diventi uno sproloquio infinito, posso darti un consiglio seriale, come moneta di scambio per i tuoi preziosi suggerimenti? Se ti capita, guarda Lovesick (la trovi dal nostro spacciatore comune): è la storia di Dylan che, contratta una malattia venerea non grave, si ritrova a contattare tutte le sue ex fiamme per dare loro la comunicazione. Ovviamente questo è un pretesto narrativo per raccontare la sua storia e quella dei suoi amici. E' scritta benissimo, realistica e i personaggi sono di una tridimensionalità impressionante per una comedy. Insomma, se ti va, guardala, magari ti piace. Nel frattempo mi scuso per la lunghezza del commento e ti abbraccio forte! Smuack! ^_^

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