lunedì 11 giugno 2018

"Quali sono i tuoi jeans preferiti?" - Quelli che mi entrano.

Io sono una Donna a Pera. Per coloro che non si fossero mai addentrati nell'affascinante mondo della definizione del corpo della donna secondo precisi parametri fruttiferi, spiego cosa significhi essere una donna a forma di pera. Caratteristiche principali: disequilibrio, una sproporzione tra la parte alta e la parte bassa del corpo, nello specifico spalle e torace tendenzialmente più piccoli dei fianchi. Detto in parole povere, essere una donna a pera significa che non hai le tette ma in compenso cosce e sedere abbondano. Ciò potrebbe diventare interessante, se fossi una donna tipo Jennifer Lopez o una Kardashian (che sull'abbondanza delle chiappe ci hanno tirato su un business!), ma quando sei una ragazza normalissima come me, che non nutre neanche grandi simpatie verso il mondo dell'attività fisica, avere un corpo a forma di pera presenta sicuramente più svantaggi che attrattive. Innanzi tutto, avere il corpo a pera fa sì che anche se mangio una mentina, questa si depositerà sempre e soltanto sul sedere e sui fianchi. I problemi maggiori, però, vengono sicuramente nel momento in cui bisogna vestirsi. Solo negli ultimi anni - dopo un'intera vita passata ad avere crisi isteriche pensando che non mi stesse bene nulla - mi sono decisa a studiare la questione, per capire finalmente come accidenti dovrei abbigliarmi per risultare per lo meno decente. Ho scoperto che la mia epoca erano gli anni Cinquanta  (grazie, grazie molte) ed ho scoperto anche una punta di cattiveria da parte delle Donne Mela, Donne Banana, Donne Rettangolo, Donne Clessidra e via dicendo, che affermano cose come: voi, Donne Pera, vi siete prese tutti gli anni Cinquanta, ora tocca a noi! Ah, okay, scusate, avrei voluto mormorare io, rammaricata per aver rubato la scena e monopolizzato la moda quando neanche ero nata. Gli anni Cinquanta, a quanto pare, erano l'epoca perfetta per le Donne Pera, perché il nostro punto di forza, il Pregio Supremo sul quale concentrare tutta la nostra immagine, è il punto vita; perciò noi Donne Pera vestendoci dobbiamo pensare a come mettere in risalto la nostra vita sottile, concentrando lo sguardo di chiunque incontreremo su quella, distraendolo abilmente dai fianchi e dalle cosce che, poco più sotto, si espandono senza misura. Negli anni Cinquanta giocare con questo trucco era fin troppo facile, con quegli abiti svolazzanti che facevano tutto al posto nostro: erano già ripresi in vita, per poi allargarsi in gonne ampie che nascondevano tutto ciò che c'era da nascondere.

Purtroppo però sono una Donna a Pera di epoca moderna, ed anche una donna che ama vestirsi in modo sì stiloso, ma pratico e comodo: ergo, preferisco i pantaloni ed i jeans ai vestiti ed alle gonne, che restano per me indumenti da sfoggiare per le Occasioni Speciali. Le linee guida per la sopravvivenza della Donna a Pera dicono che devo indossare pantaloni a vita alta, rigorosamente neri o scuri, da abbinare per contrasto a maglie e camicie dai toni chiari, volendo anche super colorate. Della serie: acceca il nemico con un colore talmente acceso che lo colpirà come un pugno dritto in un occhio, e non avrà più alcun modo per accorgersi del sedere abbondante. A patto che la suddetta maglietta sia infilata ad arte dentro i pantaloni per evidenziare la vita sottile, altrimenti il piano fallisce.

La mia vita è complicata.

E si complica ulteriormente quando arriva il terribile, tremendo, spaventoso momento di comprare un paio di jeans. Forse, voi donne che somigliate ad altri frutti, non conoscete e non immaginate le mille difficoltà cui va incontro una povera Donna a Pera come me. Già, perché puntualmente, qualsiasi modello di jeans io scelga, non avrà mai senso. La prima grande prova avviene proprio nel camerino: mentre li infilo e sono ancora ad altezza polpacci, sudando freddo mi chiedo riusciranno questi bellissimi jeans a superare i fianchi? Ma anche quando questo accade - quando la prima temibile prova viene superata - il dramma non è ancora finito. Perché di solito, se i jeans si chiudono sono troppo lunghi, e cadono malissimo sulle mie gambe sproporzionate. Quando invece sono perfetti di lunghezza, non c'è verso che il bottone si chiuda.

Ecco perché, quando tempo fa ho fatto la follia di acquistare un paio di jeans online, li ho attesi con la stessa angoscia con cui si aspetta il risultato di un esame importante. Quando una mattina mi sono alzata ed il pacco era arrivato, l'ho aperto piena di paure e di speranze; mi sono spogliata in salotto, non potendo attendere neanche un secondo per sapere la verità. I nuovi jeans sono scivolati tranquilli oltre i polpacci, oltre le ginocchia, le cosce, contenendo senza troppi sforzi anche quell'abbondante sedere tipico della Donna a Pera, ed infine...

...il bottone che si chiude, la cerniera che si tira su liscia come l'olio.

Ho un nuovo paio di jeans.

2 commenti:

  1. Il titolo è un po' la storia della mia vita! Entro nei negozi e la commessa di turno: "cerca qualcosa in particolare?", io: "qualcosa che mi entra?".
    Idem per le scarpe (ho 41); la commessa: "vuole provare qualcosa?" e io: "di quali modelli esiste il 41?".. xD

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    1. Per le scarpe invece ho il problema opposto, porto il 37, che a quanto pare è la misura femminile di piede più diffusa di sempre, e quindi molto spesso sono già fortunatissima se trovo l'ultimissimo paio di scarpe n. 37 esistente del modello che mi piace XD
      Anche per i vestiti in generale me la cavo, perché porto misure standard. E' proprio con i pantaloni che, specie quando metto su qualche kg di troppo, ha inizio il dramma!

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